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IO SCELGO... E TU?

Intervista alla regista e all'artefice del gruppo teatrale "Tortelli e Svarioni" a seguito della visione dello spettacolo “Io scelgo”

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Qualche mese fa abbiamo assistito allo spettacolo del gruppo teatrale “Tortelli e Svarioni” intitolato “Io scelgo”.

Questa rappresentazione voleva dare al pubblico diversi messaggi tra cui il fatto che noi passiamo troppe ore davanti a dispositivi elettronici, non accorgendoci del mondo che ci sta attorno; inoltre, spesso ci vantiamo per quello che abbiamo, di solito oggetti di marca, e pensiamo che le persone che non lo posseggono siano “sfigate” perché non possono permettersi questi oggetti costosi.

Secondo noi questo spettacolo ci voleva far capire che spesso noi valutiamo le persone solo per l'aspetto e  a partire dalle loro debolezze, compiendo un grosso errore: quello di sottovalutarle ancor prima di aver interagito con loro. Sul palco, insieme agli attori, c'erano come da tradizione anche ragazzi ed adulti diversamente abili. Ci è piaciuta moltissimo l’integrazione che si è creata tra questi ultimi e le persone che li aiutavano anche con minimi gesti di incoraggiamento ad entrare al momento giusto. E ci ha stupito vedere gente con difficoltà diventare sorprendentemente protagonista e attenta alla propria parte della recita, con una naturalezza ed una bravura che nessuno di noi sentirebbe di avere.

Per questo, per il clima che abbiamo notato in scena oltre che per il risultato prodotto, secondo noi, questa rappresentazione è stata un evento insolito, che con la forza della semplicità ci fa capire i nostri errori quotidiani che noi non ci accorgiamo di fare.

Nelle settimane successive, noi della redazione di Increscendo abbiamo capito che sarebbe stato non solo bello ma anche doveroso raccogliere la testimonianza delle persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo piccolo miracolo. Ecco dunque il resoconto delle nostre domande che abbiamo posto a Noemi Tagliasacchi, la regista, e ad Emi Gazzoni, attrice, ex maestra ma soprattutto l'anima del gruppo "Tortelli e Svarioni", da anni attivo a Bozzolo nel segno dell'impegno per un territorio più vivo ed unito. 

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Come nasce il vostro gruppo? Qual è la sua storia e qual è il metodo con cui lavorate ai vostri spettacoli? 

Emi: Il nostro gruppo è nato prima come teatro sociale, solo per le persone con disabilità e poi, dopo il 2009, è diventato teatro di comunità ovvero aperto a tutti. Esso si basa sulle relazioni che la parola in scena facilita e rende forti. Più che al momento dello spettacolo, il nostro lavoro punta alla costruzione di un clima di lavoro e di interazione sereno e tranquillo, dove le persone siano sempre felici e tranquille nell'esprimere se stesse. A questo proposito noi cerchiamo sempre di lavorare a “corpo doppio”, mettendo accanto ad una persona in difficoltà qualcuno che la possa aiutare e darle sicurezza,  in modo che ognuno si senta sicuro e protetto. Questo è certamente utile in scena, ma diventa essenziale nella vita.

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Perché fondare una compagnia teatrale proprio con persone diversamente abili al centro del progetto?

Emi: ottima domanda. Per la ragione di dare un'opportunità di esistere in maniera significativa anche a persone che nella quotidianità rischiano di perdersi e, soprattutto, di non essere minimamente considerate, quindi di non esistere. Spesso, terminato il ciclo di studi, il disabile vive chiuso in casa, non ha contatti sociali, non partecipa a nulla; si rischia di dimenticarsi di lui. Grazie al teatro di comunità ragazzi e adulti diversamente abili possono uscire di casa, avere relazioni con altre persone e fare nuove amicizie. Ma soprattutto possono realizzare qualcosa di cui andare fieri. 

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Per voi sono più importanti le prove o lo spettacolo?

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Noemi: Per noi le prove sono più importanti dello spettacolo perché quello è il momento vero per costruire relazioni di fiducia e di benessere, oltre che di divertimento. Ma certamente sono importanti anche gli spettacoli, perché i ragazzi si impegnano e vedono realizzato il loro lavoro, coinvolgendo il pubblico che li apprezza sempre molto.

 

A che tipo di pubblico in particolare si rivolgono i vostri spettacoli? 

Emi: Noi puntiamo a far riflettere soprattutto i giovani visto che la maggior parte del nostro gruppo è formato da essi. Loro sono la generazione futura e vorremmo dagli dei buoni consigli ed insegnamenti.

Noemi, qual è stato il suo percorso formativo? 

Noemi: Io ho iniziato con il teatro della parrocchia; attraverso una piccola parte mi sono innamorata del mondo dello spettacolo. Poi ho seguito vari corsi di formazione in Toscana, ho fatto teatro di strada, giocoleria, improvvisazione. Lo scorso anno mi sono unita al gruppo “Tortelli e Svarioni” come regista. Per me è stata una grande soddisfazione perché potevo esprimere delle situazioni che mi stanno molto a cuore; infatti il titolo di questo spettacolo è stato pensato da me, poi approvato da tutto il gruppo, per far capire che siamo noi a dover scegliere e non gli altri al posto nostro.

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Questa esperienza ci è servita molto perché ci ha fatto riflettere sull'importanza che questo gruppo ha nel nostro paese. Infine vogliamo ringraziare Noemi ed Emilia per averci dato la possibilità di intervistarle e di testimoniare la bellezza e la forza del loro lavoro. 

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Sara Caporale

Giulia Tonelli

Alessandra Gazzi

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