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SPIARE GLI ALBERI...

Premessa:

Dopo aver effettuato letture di testi di vario genere  (anche animati alla lim e in Powerpoint,) che trattano di alberi , di tutela dell’ambiente e dell’amore dell’uomo per gli alberi e la natura e delle metamorfosi naturali (“L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono, “Amali e l’Albero” di C. Lorenzoni e P. Domeniconi promosso da Amnesty International sezione Italia); abbiamo proseguito con laboratori di scrittura creativa e produzione di testi descrittivi-narrativi, monologhi - dialoghi e loro drammatizzazione.

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Eccone alcuni…

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Spiando gli alberi

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Oggi, a me è venuta una curiosità:<<Cosa fanno gli alberi quando non li vediamo?>>. Allora mi sono nascosto nel parco della scuola, li ho osservati e ho visto che cominciavano a muoversi. Ad un certo punto, però, è uscita dalla scuola una maestra e gli alberi si sono rimessi al loro posto. Io sono tornato a casa a prendere un binocolo, una telecamera e una fotocamera. Ora è notte, sono di nuovo al parco e aspetto. Prima che arrivino maestre, bidelle e bambini, vedo gli alberi che iniziano a muoversi e io li riprendo con la telecamera. È un grandissimo scoop! Voglio mandarlo al telegiornale ma rifletto e capisco che è sbagliato perché è un segreto del parco della scuola. Allora cancello tutte le prove per far sì che nessuno le scopra. Da quel giorno tratto meglio gli alberi di tutto il mondo.

                                       Elia Grasselli

 

La magnolia

La magnolia mi piace a primavera, quando la vedo in giro, perché ha una chioma rosa che mi ricorda i capelli di una fata. Il tronco è diviso in tre parti, la chioma è pienissima di rami sottili e lunghi. I fiori sbocciano a primavera: sono di colore bianco e rosa e assomigliano alle ninfee. Non perde mai le foglie: è sempreverde. La mia magnolia preferita è vicino alla casa di mia nonna. Questa pianta è davvero speciale perché ospita un picchio; quando mi vede passare mi saluta picchiettando il suo becco contro il tronco, sembra proprio che dica “Ciao Alyssa”. Io mi incanto ad ascoltare il suo saluto e cerco di scoprire dove si nasconde. Purtroppo non sono ancora riuscita a vederlo ma io non mi arrendo e continuerò cercarlo.

                               Alyssa Kodra

 

Il salice piangente

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Io non ho un salice piangente, ma vorrei averlo perché mi sembra che abbia un carattere gentile e generoso. Quando vedo un salice piangente con i rami molto lunghi, quasi fino a toccare terra, immagino che sotto ci siano fate e folletti che giocano a nascondino. A volte chiudo gli occhi e penso a quando nevica e si formano tutti quei ghiaccioli che penzolano dai rami facendo questo rumore: “Ting ting”. È un albero bellissimo, mi sembra un rifugio segreto. Vorrei abitarci, crearmi un letto, una cucina, un armadio e persino un reparto cuccioli per tenerci gli animaletti.

Benedetta Azzi

 

Il gelso

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Nel viale che porta alla nostra scuola ci sono molti alberi di gelso. Non sono molto alti, hanno il tronco liscio e abbastanza chiaro, forse perché sono ancora piccoli.

Le foglie sono grandi e di color verde chiaro. La cosa che mi piace di più di questo albero sono i suoi frutti, le more mi piacciono tantissimo, ma se mi sporco la mamma mi sgrida.

                Benjamin Chinonso

 

Vorrei essere un albero

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Vorrei essere un albero alto, con tante foglie e frutti.

Vorrei che i miei rami fossero alti e pieni di foglie e fiori.

Vorrei che il tronco fosse forte e robusto con le radici resistenti per poter trattenere il terreno.

Vorrei che le foglie fossero piatte e larghe per coprirmi quando piove.

Abiterei nel parco per vedere i bambini ogni giorno e avere sempre compagnia.

Khadija Noureddine

 

Se fossi un albero sarei un ciliegio

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Se fossi un albero sarei un ciliegio perché farei dei fiori bianchi che trasmettono tranquillità e nel giusto momento farei dei bellissimi frutti rossi e gustosi. Avrei molte radici fonde, sarei un albero secolare e potrei vedere i miei nonni, i miei zii e la mia famiglia crescere sotto i miei rami.

D’inverno sarei senza foglie per poi, in primavera, fare nuovi fiori e nuovi frutti.

Se fossi un ciliegio vivrei in un orto perché attorno avrei altri frutti e verdure e sarei sempre curata da mio nonno che mi annaffierebbe tutti i giorni. Attirerei molti insetti e i miei famigliari prenderebbero molte ciliegie dai miei rami.

Lisa Maltraversi

Il mio salice piangente

Il mio salice piangente era bello soprattutto in primavera e in estate quando i suoi rami erano coperti di foglie verde chiaro e quasi argentate.

Io e mio fratello ci divertivamo a fare Tarzan con i suoi rami. A volte i rami si spezzavano e noi cadevamo a terra ridendo a crepapelle.

 Quando il suo tronco era diventato robusto, noi salivamo in cima all’albero e facevamo i nostri giochi: sasso, carta, forbici o pari e dispari. Chi perdeva doveva buttarsi a terra per primo.

Nessuno ci ha mai sgridato per queste nostre avventure o forse non sapevano che eravamo là.

Un brutto giorno, tornato da scuola, ho visto che il salice era stato tagliato perché che i suoi rami infastidissero i vicini.

Io ci sono rimasto male ma ancora oggi gioco e mi siedo sul suo ceppo. Ho pensato che quando sarò grande pianterò un salice nel giardino di casa mia.

Nicola Monti

 

Lettera al mio albero

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Albero mio, non ci vediamo da tanto tempo. Mi ricordo ancora quando mi arrampicavo sui tuoi rami fino in cima. Mi ricordo anche quando mio nonno, a Natale, ti ha decorato con le luci colorate. I momenti più belli erano quando mi mettevo a disegnare sui tuoi rami, quando spiavamo la gente e anche quando spaventavamo le persone che passavano per la strada. Che bei momenti…

Adesso mi sono trasferito, ma vorrei rivederti. Se potessi rivederti sarei il bambino più felice del mondo!

                            Robert Bancila

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La mia anima gemella

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La mia anima gemella è un pino. Lui è come me: il suo tronco è grande, ha una punta bellissima che a volte mi affascina solo a vederla. Io l’ho conosciuto in montagna, vicino al mio appartamento; alcune volte è come se lo sentissi parlare. Una volta mi sono arrampicata su un suo ramo e mi sentivo io un albero. Sono stata lì un sacco di tempo a parlargli, mi piaceva tanto stare con lui. È già da tanto tempo che non lo vedo più. Lo rivedrò a maggio, quando ritornerò in montagna.

                                           Sofia Pini

 

La quercia e il cipresso

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Di alberi ce ne sono tanti che mi piacciono, però preferisco soprattutto la quercia e il cipresso.

La quercia che ho a casa mia, lungo la stradina dei campi per andare a Ca’ de’ Passeri, è molto robusta, resistente alle precipitazioni molto violente, può vivere fino a cent’anni ed è il mio specchio.

Invece il cipresso ce l’ho in giardino ed è bello e magro, con pigne profumate.

Mi piacciono molto entrambi!

La quercia si vede da casa mia, è quasi all’orizzonte, mi saluta quando c’è il tramonto, è un punto di riferimento, sembra controlli tutti i campi attorno a lei.

Il cipresso è un giocherellone, stiamo spesso insieme; io mi arrampico su di lui e lui sorride, mi abbraccia con i suoi rami mostrandomi gli uccelli suoi amici che si posano su di lui.

                                             Gabriele Caleffi

 

 

Il miglior albero del mondo

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Una domenica, con i miei genitori sono andata a fare una passeggiata e ho visto un pioppo cipressino; era altissimo. La sera dopo sono tornata in quel luogo e il pioppo non c’era più, o meglio, si era spostato.

Gli sono andata vicino e mi sono arrampicata; quando ormai era tarda notte il pioppo ha cominciato a camminare e io mi sono spaventata tantissimo. Poi ho capito che mi voleva solo portare a casa. Passata una settimana, sono tornata dal pioppo; era nello stesso luogo dove l’avevo visto la prima volta e mi stava sussurrando qualcosa. Io non avevo ancora compreso la situazione: mi pareva fosse stregato. Il giorno seguente sono andata là con le mie amiche: nulla, l’albero non parlava e non si muoveva, ma poi, la notte, ci sono tornata da sola e l’ho sentito di nuovo sussurrare. Forse voleva solo me e magari mi si era affezionato; effettivamente piaceva anche a me quell’albero, era così alto, robusto, un po’ mi rispecchiava. Così tutti i giorni vado là a salutarlo e mi arrampico su di lui. Ormai è il mio miglior amico. Mi dona i suoi frutti e la bellezza dei suoi fiori; mi piace così tanto che ogni giorno lo abbraccio, vedo che sorride e mi ama così tanto!

                                           Allison Belletti

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